04/07/2017 News

Usa e Cina: nuove opportunità

Da una parte un gigante, gli Stati Uniti, conosciuto e solido. Dall’altra un colosso, la Cina, ancora da comprendere ma dalla crescita prorompente. In mezzo, la piccola Italia, con imprenditori potenzialmente in grado di conquistare i mercati dell’uno e dell’altro. Di questo si è parlato ieri sera a Dalmine, al convegno organizzato dal consorzio d’imprese Dras in collaborazione con Aerec (Accademia per le relazioni economiche e culturali).

Al celebre Point sono state spiegate le nuove opportunità di business per le imprese italiane che intendano aprirsi ai mercati di quei paesi. Sonia Bao, responsabile di Maylink Italia ha detto che “dopo Expo, molte imprese cinesi stanno cercando in Italia i produttori giusti e la rete di vendita per i loro prodotti”.

L’economia cinese è in forte cambiamento. Le produzioni a basso contenuto tecnologico tendono ad essere spostate nel Sudest asiatico. “Quello che i cinesi oggi cercano sono prodotti ben fatti, anche dal punto di vista del design e del packaging”. Prodotti finora importati, tanto che i turisti cinesi che vengono in Italia spendono in shopping una media di 2200 euro a testa. Con un mercato potenziale di oltre un miliardo di persone, l’economia cinese è matura per un salto qualitativo, tanto che il governo ha programmi d’investimento nelle energie rinnovabile e nelle tecnologie per l’ambiente.

Ma agli imprenditori italiani serve prima di tutto capire la Cina, un modo di vivere e pensare molto diverso dal nostro e oltretutto differente da zona a zona. “In Cina ci sono praticamente 4 diversi paesi – ha concluso Bao -: nella zona della grandi metropoli Shanghai e Pechino l’economia cresce del 7 per cento l’anno. Ancora di più nel centro della Cina, dove il tasso di crescita del Pil é del 10 per cento. L’ovest invece rimane indietro”.

Una situazione variegata presente anche negli Stati Uniti. “I sistemi legislativi, economici e finanziari, e così gli incentivi variano da Stato a Stato e ce ne sono tantissimi. I programmi sono oltre 1500” ha spiegato Ludovico Bongini, avvocato d’affari e partner di Diacron. “Gli Usa favoriscono gli investimenti dall’estero soprattutto quando impiegano manodopera americana. Ci sono incentivi statali molto consistenti, da parte di diverse agenzie, sia sottoforma di assegni e sovvenzionamenti, sia come tax credit in tutti gli Stati”.

“Il sistema è molto snello, la burocrazia minima, il mercato molto grande e aperto. Favorita l’espansione invece della delocalizzazione, in tutti i settori, compreso quello della meccanica e dell’industria pesante”. Insomma, gli Usa continuano ad essere la “Land of opportunity” ha chiosato Bongini aggiungendo che il governo federale ha favorito centri di ricerca e aggregazione di imprese, sulla falsariga del Point di Dalmine.

“La nostra struttura – ha spiegato il direttore di Bergamo sviluppo Cristiano Arrigoni – ha come mission la creazione, lo sviluppo, il trasferimento tecnologico e l’internazionalizzazione delle imprese bergamasche”. “Nei 48mila metri quadrati del Point – ha aggiunto il presidente di Tecnodal Marcello Mora – abbiamo voluto mantenere l’asticella alta, per gratificare gli ospiti. Ospitiamo solo aziende con determinati requisiti”.

Una di queste è il consorzio Dras. “Riunisce 11 imprese del settore servizi”, ha spiegato il presidente Silvano De Rui. “Dras è attivo da oltre vent’anni nei settori della logistica, dei trasporti, della fornitura di servizi alle aziende. Mette a disposizione un team di professionisti con competenze specialistiche, in grado di offrire supporto concreto alle aziende e agli imprenditori. Conta su personale con esperienza know how in ogni specifico settore d’azione: dalla consulenza strategica di business ai servizi amministrativi, passando per la forza lavoro”.

La diffusione della conoscenza alle imprese è anche l’obiettivo di Tutor360, azienda che fa di “Bergamo un avamposto del suo sviluppo”. “Affianchiamo le aziende nella formazione dei dipendenti e degli imprenditori e le accompagniamo al risultato finale: il conseguimento di diplomi, lauree e master”, ha spiegato il responsabile Vincenzo Cilli.

Mentre per le aziende che intendono internazionalizzare, Aerec offre una canale privilegiato. “India, Moldavia, Georgia sono alcuni dei paesi in cui siamo presenti – ha spiegato il presidente nazionale Ernesto Carpintieri -. Ci sono grandi opportunità e finanziamenti statali. Sono paesi che hanno fame d’Italia. Noi facciamo scouting industriale, accompagnando gli imprenditori dalle autorità diplomatiche e governative. E alle attività di business sommiamo quelle umanitarie, perché non dimentichiamo che lo sviluppo deve passare necessariamente per le persone”.